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Al Gesualdo rivive il mito di Eleonora Duse

Il mito di Eleonora Duse rivive questa sera al Teatro “Carlo Gesualdo”. Sul palcoscenico del Comunale sarà rappresentato lo spettacolo “Eleonora, ultima notte a Pittsburg”, interpretato da Anna Maria Guarnieri, con la regia di Maurizio Scaparro. La rappresentazione, che si svolgerà alle ore 21.00, si inserisce nel ciclo “Teatro civile”.
Ghigo De Chiara, autore del testo che sarà portato in scena questa sera, ha sapientemente ripercorso la vita artistica e privata dell’attrice, gli alti e bassi della sua carriera, le storie d’amore e delusione che ne hanno contraddistinto l’esistenza, raccogliendo tutti gli elementi in un unico monologo, immaginato come il frutto del delirio di una febbricitante Eleonora Duse.
A dare voce alla musa ispiratrice di Gabriele D’Annunzio, sarà Anna Maria Guarnieri, scelta da Scarparo per la sua decennale esperienza nelle pièces teatrali di grande successo e in numerosi sceneggiati televisivi negli anni sessanta e settanta. Lo spettacolo, presentato in anteprima al Festival di Spoleto, dopo il tour tra i principali palcoscenici italiani, sarà allestito anche a New York, nello storico teatro off di Broadway, “La Mama”.
“Eleonora, l’ultima notte a Pittsburgh” è uno spettacolo sobrio, senza trucchi ed effetti speciali, con una scena dominata da veli bianchi, completamente basato sulla forza delle parole, sulla straordinaria recitazione della protagonista e sui richiami alla vita della Duse: dalla sofferta maternità, agli amori – con Arrigo Boito e Gabriele D'Annunzio, ma anche le passioni femminili - al tormentato rapporto con i testi e gli autori.
Oggi in pochi ricordano la bellezza e la bravura di Eleonora Duse, attrice di straordinario talento che all’inizio del XX secolo recitò in Italia e all’estero incantando il pubblico di mezzo mondo. A dispetto del suo successo, la Duse ha avuto una vita tormentata e infelice, che ha contribuito a circondarla di un’aura quasi divina, consacrandola ad icona della cultura nazionale sia in Italia che all’estero. E, proprio durante la sua ultima tournée negli Stati Uniti, a Pittsburgh, sarebbe morta il 21 aprile 1924. Nello spettacolo di Scaparro emergono l’intensità di una esistenza e la forza di carattere di una donna, che in scena ha saputo portare e trasmettere passioni e tormenti, mossa continuamente dalla volontà di praticare e sperimentare nuove strade. Un viaggio, giorno dopo giorno, tra le prove artistiche e le mille vicissitudini della vita.
Lo spettacolo ripercorre l’esistenza della diva, che nasce a Vigevano, in una camera d’albergo, e muore a Pittsburgh, in una camera d’albergo. È l’inizio e la fine del lungo percorso, la lunga tournée, intorno al mondo di Eleonora Duse, figlia d’arte. Ma la sua arte, quella costruita con la gioia e la fatica di vivere, con la curiosità e l’ansia di conoscere, era destinata a resistere nel tempo ed a diventare mito, forse perché era un grido o un canto splendidamente e tragicamente umano, come sa essere talvolta l’arte teatrale.
Anna Maria Guarnieri ha debuttato in teatro a soli 19 anni. Già nel 1953 è entrata a far parte della Compagnia dei Giovani formata anche da Romolo Valli, Giorgio De Lullo e Rossella Falk; con loro collaborerà fino al 1962 interpretando con successo ruoli sia drammatici sia leggeri. Lasciata la Compagnia, lavora con grandi registi come Zeffirelli, Missiroli, Ronconi. Per la televisione interpreta gli sceneggiati “La cittadella”, “E le stelle stanno a guardare” di Cronin e “David Copperfield” di Dickens, diretti da Anton Giulio Majano. Negli anni Novanta interpreta soprattutto grandi ruoli tragici del teatro di Euripide e di Pirandello. Tra i lavori più recenti “La tempesta” di Shakespeare per la regia di Antonio Latella (2003), “Coefore” di Eschilo, diretto da Monica Corti e presentato alla Biennale di Venezia nel 2005, “Le troiane” di Eschilo per la regia di Pero Maccarinelli (2005) e “Les Bonnes” di Jean Genet per la regia di Giuseppe Marini (2006).
 

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