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Fisco: 20% di contribuenti irpini “non congrui”

Presentate dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore le pagelle di congruità delle 110 province italiane. La congruità è un parametro per stabilire la vicinanza tra i redditi dichiarati e quanto si presume possa incassare un esercente, o un’azienda, in base agli studi di settore. L'analisi si basa sull’anno d’imposta 2009, reso noto qualche giorno fa. In media il 20% dei contribuenti italiani interessati non è in linea con gli studi.
Trend decisamente negativo nella provincia di Avellino, che si colloca tra le prime venti posizioni delle società non in regola con il fisco. L’Irpinia, infatti, è al diciannovesimo posto sulla scala nazionale. In pratica rispetto a 2834 contribuenti con una media di reddito annuo di 23.700 euro, in provincia di Avellino almeno due società su 10 dichiarano redditi inferiori a quelli presunti dagli studi di settore. Dal report annuale del Sole 24 ore risulta che la provincia più un salute è Firenze mentre quella con il più basso tasso do congruità è la provincia dell’Ogliastra.
C’è però da precisare che non esiste un legame diretto tra non congruità ed evasione fiscale. Il mancato allineamento tra le dichiarazioni dei contribuenti e i risultati del software che governa gli studi di settore è un prezioso indizio per far scattare ulteriori approfondimenti, ma i minori incassi possono derivare dal fatto che alcuni mestieri sono meno fotografabili di altri dalle statistiche. E soprattutto non ci si può dimenticare della crisi economica: gli studi sono stati corretti per tenerne conto, ma è la stessa Banca d’Italia a ricordare che proprio nel 2009 si è aggravata la fase recessiva.
Intanto, anche la Guardia di Finanza stila un drammatico rapporto sulle sue operazioni: in Italia ci sono ben 7500 evasori, con oltre 50 miliardi di redditi non dichiarati al fisco. Nei controlli sono stati smascherate le scorrettezze di imprese e singoli soggetti, insieme al fenomeno dell’evasione internazionale. Sono stati dodicimila i soggetti denunciati, principalmente per aver utilizzato o emesso fatture false (1.981 violazioni), per non aver versato l’Iva (402 casi), per aver omesso la dichiarazione dei redditi (2.000 violazioni). Per i reati fiscali sono stati sequestrati immediatamente oltre 902 milioni di euro.

di Piera Vincenti

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