Imbiancata l’intera provincia, Avellino si sveglia nel weekand dello scontro diretto in costiera emozionata per un paesaggio da fiaba. Una favola in neve, distratta dalla gioia di non vedere un così candido manto bianco da tanti anni e dai disagi a cui far fronte. Una favola interrotta dalla mancata opportunità di donare un po’ del gelo d’Irpinia alla compagine sorrentina. L’Avellino rientra più gelata che mai, gelata dalla Lega per il mancato consenso di rinviare l’importantissima gara della ventiduesima giornata per disagi affrontati nella preparazione dello scontro diretto, offesa dal solito colpo di Ginestra e dalla maestosa prestazione di Basso. Due colpi al cuore biancoverde, due solchi che scavano nel profondo delle ambizioni dei lupi. L’inverno avellinese congela la più dura realtà e costringe il blasonato Avellino di un tempo a fare i conti con un campionato insidioso in vetta. Vetta imbiancata da Ternana e Taranto affiancate in termini di risultati ottenuti sul campo, ma distanti di un punto di penalizzazione recato ai pugliesi, vetta imbiancata dalle spumeggianti Pro Vercelli e Carpi nuove minacce dei prossimi confronti, vetta imbiancata dalla concretezza del Sorrento e dalla prestigiosa Benevento. Sotto la vetta ulula il lupo, coperto da una coltre di neve che offusca le nuove ambizioni e speranze playoff. Non un colpo decisivo, ma una ferita che costringe a zoppicare al di sotto della soglia promozione, a ringhiare e mordere i prossimi avversari senza alcuna pietà sportiva. Bisogna sospirare e trovare nella condensa dei propri respiri nuova forza, maggiore fiducia. Il traguardo è lontano e le sfide sfidanti, ma mai impossibili. Il gelo della sconfitta ridimensiona la corsa verso l’ignoto obiettivo di questo anno, verso l’entusiasmo che avrebbe generato un fendente vincente al Sorrento. Se il lupo non avesse smesso di ringhiare dopo 45 minuti e avesse avuto il robusto contributo del suo capitano (Millesi) chissà. Forse ululerebbe più in alto e a vetta più vicina…dubbi. Dubbi che accompagnano il prossimo futuro e la prossima possibile disputa della gara casalinga che attende l’Avellino, quella Pro che all’andata ha provato a compromettere la stagione dei biancoverdi con quattro azzannate. Dubbi per come si presenterà la tana dei lupi a pochi giorni di distanza dai giorni della “Merla”, ghiaccio, neve e freddo insidiano il Partenio. Sperando che il vento permetta di virare verso la giusta direzione, servirà più che mai che il lupo raddrizzi il proprio pelo e insista sul proprio miracolo chiamato playoff.
Manfredo Losco
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