Si è tenuto nella sala stampa del PalaDelMauro di Avellino un dibattito sul mondo dell'autismo coordinato dalla portavoce degli Original Fans Simona Montesarchio. A prendere la parola il sindaco Giuseppe Galasso che ha sottolineato subito l'importanza della manifestazione: "E' stato un successo anche solo averla organizzata perchè si è levato il velo su di un mondo, quello dell'autismo, ancora sconosciuto. Si dovrà dare continuità a quanto fatto - ha aggiunto il primo cittadino del capoluogo - anche e soprattutto in funzione del nuovo centro autistico che sta nascendo, nel quale avremo bisogno di gente valida e formatasi sul campo sia in ambito medico che di assistenza alle famiglie dei malati. Sarà l'unica struttura del Mezzogiorno e questo non può far altro che inorgoglirci e spronarci a fare sempre di più e meglio. Anche qui, tuttavia - ha concluso Galasso - sarà importante dare continuità con i fondi che speriamo la Regione non ci sottragga".
"Il 16 Ottobre ci sarà una nuova iniziativa sull'autismo". Esordisce così l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Avellino Sergio Trezza: "al di là della nuova iniziativa credo che questa manifestazione sia stata un successo. Personalmente non ho avuto nessuna esitazione e mi fa piacere che la città abbia risposto alla grande , a riprova ulteriore, se ce ne fosse bisogno, che quando Avellino si ritrova da il meglio di sè. Credo - continua Trezza - che le istituzioni debbano essere sempre vicine alla gente come stiamo cercando di fare e non dare vita a quella politica tutta marketing e spettacolo così lontana dalle persone e dai problemi quotidiani. A tal fine posso annunciare sin d'ora che questa manifestazione sarà istituzionalizzata, ossia sarà ripetuta ogni anno ponendo l'accento su problematiche sempre diverse".
L'intervento più sentito e toccante è stato senza dubbio quello della dottoressa Elisa Spagnuolo, dell’Associazione Irpina Pianeta Autismo: "Ringrazio tutti dalle istituzioni agli Of. Ero e sono convinta che un tipo di solidarietà come questo non potesse venire che dal mondo dello sport e da quello di uno sport di squadra, dove tutti hanno bisogno di tutti. Spero che questa interazione prosegua anche nel centro di Valle con ragazzi normali che vengano ad insegnare ai ragazzi autistici come si gioca la pallacanestro, che dedichino loro un pò del loro tempo. Per i nostri ragazzi sarebbe importantissimo poter imparare dai loro coetanei, confrontarsi e capire di saper fare e di riuscire a fare qualcosa. Sempre però - ha continuato la dottoressa - che la Regione non blocchi i fondi destinati al centro, che dovrebbe terminare nel febbraio del 2011".
I dati sul "Pianeta Autismo" sono sconcertanti, soprattutto perchè se ne parla troppo poco: "In Irpinia ci sono 7-800 pazianti affetti da autismo, da bambini ad anziani, con nessuna capacità di vivere da soli. Non possiamo guarirli perchè al momento non c'è cura all'autismo però c'è la possibilità di rendere la loro vita degna di essere vissuta. Il centro servirà proprio a non lasciare sole queste persone che rischiano, crescendo, di finire nelle strutture di cura psichiatrica. Avellino ha rsiposto alla grande alle nostre sollecitazioni ma non bisogna mollare."
Tremenda è poi la situazione delle famiglie dei malati: "Il genitore di un autistico vive all'inizio negando a se stesso la malattia e convincendosi di saper curare suo figlio, magari esponendosi al pericolo di fantomatici "santoni" che offrono una cura che non c'è. Crescendo il divario con le persone normali aumenta e paradossalmente si perde l'assistenza, garantita solo fino all' entrata nell'età adolescenziale. I ragazzi autistici hanno desideri, pulsioni , passioni e sentimenti come tutti gli altri ma diventa sempre più difficile poterli esprimere. e così la famiglia si chiude a riccio, isolando l'autistico e vivendo tutta in funzione della malattia, rendendo così lontanissime dalla realtà di tutti i giorni cose semplici come andare dal parrucchiere o anche programmare le ferie. Ed in presenza di altri figli il tutto diventa ancora peggio, perchè vivendo in funzione del figlio autistico non si da ai figli normali quello di cui hanno bisogno, vengono seguiti diversamente ed in maniera giocoforza limitata. E' un dramma della solitudine che va spezzato".
E noi aggiungiamo che va spezzata prima la catena di silenzio ed indifferenza che circonda un mondo ancora sconosciuto ma non per questo meno drammatico delle altre realtà difficili in presenza delle quali troppo spesso ci voltiamo dall'altra parte per non guardare. Diventando tutti colpevoli di indifferenza, il peggiore dei mali umani.
(a cura di Delfino Sgrosso)


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