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Capita che quando meno te lo aspetti ti ritrovi in vacanza con 'qualcuno' dell'A.S. Avellino 1912. Qui, a Pizzo Calabro, tra gli ospiti del villaggio ho riconosciuto un vero e proprio personaggio che avevamo avuto modo di intervistare all'inizio dei play-off di D lo scorso anno. Benito Montalto, con un passato di allenatore di diversi club, soprattutto campani, oggi è responsabile e selezionatore del neo settore giovanile che vede il socio Nicola Cece come presidente e responsabile. Montalto, uomo di esperienza, si affiancherà al più giovane Tommaso Aloisi, per far decollare un settore giovanile che sarà la 'linfa' e il 'tesoretto' delle società di calcio del futuro che vogliono 'sopravvivere' in questo 'calcio moderno' dove è più 'facile' vincere un campionato nei tribunali che sui terreni di gioco. Al fianco di Cece, Aloisi e Montalto ci sarà il segretario Paolo Vecchia, e gli allenatori Mimmo Santopaolo (che guiderà i '93), Sossio Finestra (i '94, ma responsabile per la Campania di altre società di calcio quali Livorno, Udinese, Siena, Grosseto ed altre), Carmine Pesce (i '95) ed Emiliano De Julis (i '96). Squadre che si divideranno non solo in Irpinia, ma un po' in tutta la regione, partendo dal campo di Caivano che dovrebbe ospitare i più 'grandicelli', ma per poi 'utilizzare' i campi di Monteforte, Mugnano, Atripalda e Campo B dello Stadio Partenio. Nei progetti, oltre alla costruzione di squadre che vanno dalla Beretti (in caso di Seconda Divisione), Allievi nazionali, allievi regionali, giovanissimi nazionali e mini giovanissimi, ci sarà anche la costituzione di una Scuola Calcio con i ragazzi che probabilmente si alleneranno nella struttura dello Stadio Partenio. Senza contare la 'scuola calcio', il settore giovanile dovrebbe utilizzare circa 300 ragazzi 'sfruttando' le potenzialità di società affiliate come il Natale Mazzeo, i Carioca Barra, S. Nicola la Strada, squadre che lo scorso anno sono arrivate nelle semifinali play-off di categoria; ma anche le squadre dell'Arci Scampia, Secondigliano, Internapoli, Mater Dei. Insomma, l'Avellino vuol pensare alla 'grande' anche partendo dalle basi di chi vuol fare calcio per davvero. Con Benito Montalto ci soffermiamo per un caffè dopo che lo stesso è arrivato in semifinale in uno dei tanti tornei da 'villaggio turistico': il calcio balilla. Rilassato, dopo aver già effettuato delle selezioni al Partenio in un paio di settimane, prima di prendersi una pausa insieme alla moglie, alla figlia e all'amatissimo nipotino, ci racconta del 'progetto Avellino'. "Sono stato chiamato dal mio amico Nicola Dionisio - esordisce Montalto - per programmare e portare avanti un importante compito: quello di riportare il settore iovanile dell'Avellino ai fasti di una volta. Quel settore giovanile che negli anni d'oro ha permesso di portare alla ribalta nazionale diversi calciatori importanti". Convintissimo del suo compito, continua: "Se negli ultimi anni l'Avellino non è più tra le società che sfornano grandi giocatori è per gli errori commessi. Ma quella storia, la vogliamo far rinascere e che il settore giovanile torni ad essere la 'ricchezza' di questa società". In un momento in cui bisogna guardare più alla parte economica che non di risultati raggiunti, Montalto è convinto che "Spendendo moderatamente si possono raggiungere traguardi ambiti in modo da creare un vero e proprio 'tesoretto' per il calcio Avellino". Per fare questo però avverte: "C'è bisogno di grande professionalità e organizzazione. Un comportamento professionale, seguito da direttive ben specifiche. Un esempio? Tutte le squadre del settore giovanile devono utilizzare lo stesso modulo tattico della prima squadra. Se uno dei ragazzi, per un motivo qualsiasi, verrà chiamato in prima squadra, non dovrà avere difficoltà nell'ambientarsi da subito". Un gruppo di allenatori di grande professionalità guideranno i ragazzi: "Non solo professionalità - tiene a precisare Montalto- ma anche direttori educativi. Per questo il nostro progetto è stato sposato da diverse realtà già presenti sul territorio e nel napoletano. Tutte orgogliose di diventare 'satelliti dell'Avellino". Insomma, un progetto su cui la professionalità la farà da 'padrona': "Cercando di fare il nostro meglio - conclude Montalto - per far rinascere alla grande il settore giovanile dell'Avellino, presentando, si spera, ogni anno, un discreto numero di 'nuovi' campioni. Oggi, in questo gruppo abbiamo già degli ottimi elementi che vedrete, vi stupiranno". A seguire i giovani sul piano atletico ci sarà il professore Michele Mora, che è già al lavoro con i ragazzi del '94.
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Commenti
Allora create un villaggio sportivo con campi di gioco, palestre, piscine e strutture idonee per OSPITARE i ragazzi......ALLORA SI......
PRENDETE ESEMPIO DAL NOVARA CALCIO....CENTRO SPORTIVO NOVARELLO....
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